L’ombra del Massaggiatore Nero. Il nuotatore, questo eroe.
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Un libro sulla storia del nuoto

Idee per una storia culturale del nuoto

di Emiliano Vincenzo Toppi, da rivista AQAnumero due, luglio-dicembre 2016

Un libro originale e dalla scrittura sapiente ci introduce alla storia del nuoto attraverso le arti, la letteratura, la filosofia, il cinema. “L’ombra del Massaggiatore Nero. Il nuotatore, questo eroe” di Charles Sprawson, pubblicato in traduzione italiana nel 1995 e di nuovo nel 2000, è un “libro meravigliosamente poetico”, come ha scritto Oliver Sacks, che tratta della pratica natatoria e del suo intrecciarsi con la storia culturale occidentale e non solo.

La storiografia sportiva in Italia

Chiunque si interessi di nuoto, come giornalista, allenatore, dirigente sportivo o genitore di atleta, si sarà imbattuto nel muro di gomma della scuola italiana, che sembra fare di tutto per rendere più complicata la già non facile vita del nuotatore. Un atteggiamento sciocco quanto provinciale da parte di molti insegnanti tende a relegare le attività sportive agonistiche degli studenti nella categoria del passatempo (tempo che sarebbe meglio spendere chini sui libri), senza cercare minimamente di valorizzare le potenzialità educative di tali pratiche. Sembra essere un male tipicamente italiano. Le cose sono almeno in parte migliorate negli ultimi tempi, ma neanche più di tanto.
Nel mondo anglosassone ed anche in quello francofono, la storiografia sportiva gode di grande rispetto e da tempo è riconosciuta come un valido strumento che aiuta a capire meglio le società.

La storia del nuoto

Nel suo libro Sprawson spazia dall’antica Grecia al Giappone novecentesco e ci offre (in modo non sistematico, ma forse proprio per questo assai affascinante) uno sguardo sapiente sulla storia del nuoto. In questa sede si è privilegiato un piano di lettura del testo attento alla dimensione (o alle dimensioni) della storicità, ma accanto ad esso ed anzi intrecciandosi con esso, è possibile rintracciare tra le pagine un richiamo estetico (nel senso letterale del termine) e quindi al variegato rapporto tra l’uomo e l’elemento acquatico.


Articolo integrale presente nel numero DUE della rivista AQA.