Rachele Bruni
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Rachele Bruni

di Paolo Colombo, da rivista AQAnumero due, luglio-dicembre 2016

Una medaglia contro i pregiudizi

Una medaglia contro i pregiudizi nei confronti dell’omosessualità. È quella d’argento di Rachele Bruni nella 10 km del nuoto di fondo alle Olimpiadi di Rio 2016.
Una medaglia olimpica che vale oro, non solo per lo sport italiano ma per tutto il movimento LGBT (Lesbian Gay Bisexual e Transgender) visto che, dopo il podio, Rachele Bruni ha dedicato l’argento alla sua compagna Diletta.

“Non ho mai fatto coming out, ma non mi sono neanche mai preoccupata dei pregiudizi. Io vivo la mia vita con naturalezza”, aveva spiegato Rachele Bruni a Casa Italia, tra lo stupore di molti giornalisti. “Dite che ci vuole coraggio? Non lo so, so solo che mi è venuto naturale pensare alla mia Diletta. E non ai pregiudizi della gente, anche se indubbiamente ci sono persone che ne hanno ancora, ma io vivo serena e tranquilla senza pensare a questo: vivo per me stessa, per la mia passione per il nuoto e per le persone che mi vogliono bene”.


Articolo integrale presente nel numero DUE della rivista AQA.