duo misto sincronizzato uomini
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Il nuoto sincronizzato maschile

Nuove prospettive per uno sport in continua evoluzione

di Angela Cirina, da rivista AQAnumero due, luglio-dicembre 2016

Ai Mondiali di Kazan 2015 ha fatto il suo esordio ufficiale la specialità del doppio misto di nuoto sincronizzato. La nuova disciplina suscita grande curiosità e interesse: dopo la FINA anche la LEN l’ha introdotta nel programma dei Campionati europei. Tutto lascia presagire una crescita importante.

Il sincronizzato maschile in Italia

A Settembre 2015, dopo aver visto da casa le imprese di Giorgio Minisini e Bill May, numerosi bambini maschi si sono presentati nelle piscine a chiedere di poter frequentare un corso di Nuoto Sincronizzato; addirittura in Lombardia, durante il Campionato Regionale Propaganda del settore, si è deciso di stilare due classifiche separate in base al sesso, come succede in tutti gli altri sport, per incentivare i maschietti a continuare il loro percorso in questa nuova attività. Un grande passo in avanti è stato dunque fatto, ma sono ancora tanti i pregiudizi verso gli individui di sesso maschile che decidono di avvicinarsi al sincro.

Uno sport per tutti

Sarebbe auspicabile superare i pregiudizi che per anni hanno relegato gli uomini al margine di questa disciplina, creando paradossalmente una discriminazione di genere vera e propria, e iniziare a vedere questa novità non più come un tabù, ma piuttosto come un’opportunità di crescita per uno sport tanto difficile quanto snobbato dai più.

L’ultima parola spetta al CIO, che decide quali specialità inserire alle Olimpiadi, da sempre la vetrina più importante per ogni sportivo.


Articolo integrale presente nel numero DUE della rivista AQA.


 

Giorgio Minisini e Manila Flamini a Kazan 2015