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Intervista a Cesare Butini

“Ho lasciato la laurea appesa al chiodo e mi sono dedicato interamente al nuoto, con grandi soddisfazioni professionali e nessun rammarico.”
Cesare Butini è laureato in Giurisprudenza. Nuotatore di buon livello negli anni settanta, vanta molti titoli giovanili ed è stato più volte medagliato ai campionati nazionali assoluti. Ha fatto parte delle rappresentative nazionali giovanili e assolute. Ha iniziato l’attività di tecnico nel 1980 all’Aurelia Nuoto, dove ha rivestito il ruolo di direttore tecnico; dal 1987 collabora con la Federazione Italiana Nuoto. Da settembre 2012 è il Direttore Tecnico della nazionale di nuoto con esordio ai Campionati Mondiali di Barcellona 2013.
Come valuti lo stato di salute del nuoto italiano?
Ottimo. I risultati della stagione appena conclusa ci confermano che siamo una nazione leader a livello continentale e che dobbiamo e possiamo recuperare posizioni a livello mondiale. I risultai di Rio ci galvanizzano e contemporaneamente ci stimolano a cercare una più consona collocazione su scala globale. Ci troviamo a fronteggiare la necessità di un ricambio generazionale: è vero che le nostre medaglie olimpiche sono molto giovani e hanno la prospettiva di altri due Giochi da protagonisti e che intorno a loro si muovono molti giovani interessanti, ma è necessario consentire alle annate 97-98-99 di trovare il loro spazio. In questo senso siamo molto soddisfatti del trasferimento ad Ostia di atleti come Lorenzo Glessi e Ilaria Cusinato. L’obiettivo è il supporto e lo sviluppo in chiave 2020 di giovani come, e mi scuso con quelli che avrò dimenticato, Alessandro Miressi, Giovanni Izzo, Sara Franceschi, Nicolò Martinenghi, Giulia Verona. Atleti che dobbiamo seguire e favorire nel loro sviluppo, sempre in piena sinergia con le società di appartenenza.

 Intervista integrale presente nel numero due di Aqa rivista.

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