Spalla del nuotatore. Biomeccanica della lesione.

Estratto dal libro Manuale multidisciplinare per l’allenamento funzionale di Craig Liebenson.

I giovani atleti continuano a crescere ed è possibile constatare cambiamenti strutturali a carico di ossa, articolazioni e tessuti molli basati sulle richieste che i gesti sportivi e i movimenti quotidiani impongono.

La stabilità funzionale della spalla rappresenta una preoccupazione legata allo sviluppo che può essere affrontata bilanciando i carichi dell’allenamento, per poter adeguatamente rispondere alle specifiche necessità biologiche di sviluppo.
Nei nuotatori, le lesioni muscolo-scheletriche sono per lo più causate dalle richieste di volumi di allenamento elevati, accompagnati da una tecnica scadente oppure proprio errata. Volumi elevati di allenamento e una maturazione precoce [o prematura?, NdC] sono stati chiamati in causa per quei nuotatori che, pur facendo parte dei primi cento classificati, hanno abbandonato lo sport tra i diciassette e i diciannove anni di età. Il motivo associato all’abbandono è che il successo precoce è collegato a una maturazione precoce e, d’altro canto, a un’esposizione precoce a volumi elevati di allenamento che possono condurre a una fase di stagnazione, alla sindrome di burnout o a lesioni traumatiche.
Un aumento improvviso dell’allenamento è correlato a un elevato tasso di lesioni a carico della spalla. Un allenamento che si svolge per più di quattro volte alla settimana è correlato a un raddoppio dei traumi a carico del ginocchio e a un aumento quadruplo di quelli a carico delle spalle. In un nuotatore professionista, l’area maggiormente colpita è la regione della spalla e tali tipi di lesioni sono denominate comunemente “spalla del nuotatore”, e richiedono l’intervento di un medico o un terapista per la diagnosi e per il trattamento.
Vengono segnalate 2,12 lesioni ogni 1.000 esposizioni per nuotatore. La spalla del nuotatore deriva [per gran parte, NdC] dal volume di allenamento della bracciata a stile libero. Non è raro che un atleta della fase di perfezionamento o di élite nuoti per 10.000 – 14.000 metri al giorno, e l’80% del tempo di allenamento in piscina è trascorso nuotando a stile libero con traduzione per rapido calcolo in circa 1,2 -2 milioni di bracciate all’anno!

Le attività di condizionamento fisico svolte fuori dalla vasca, come l’allenamento contro resistenza svolto a secco e i programmi di allenamento cosiddetto incrociato [letteralmente “allenamento incrociato”; consiste in una combinazione di esercitazioni tratte da diverse discipline sportive, utilizzate allo scopo di incrementare la prestazione motoria specifica, NdC] rappresentano altrettanti fattori che contribuiscono al determinarsi di infortuni a carico dell’apparato muscolo-scheletrico con tassi vicini a quello dell’allenamento consistente in nuoto. Il recupero è un aspetto importante dello sviluppo atletico a lungo termine dei nuotatori.

 

Errori che contribuiscono al dolore alla spalla nei nuotatori

Nello stile libero, gli errori più comuni della bracciata che contribuiscono alla spalla del nuotatore sono una rotazione del corpo inefficiente nella fase di recupero della bracciata, una posizione del gomito troppo bassa, un errato posizionamento della testa e un incrocio al di sopra della linea mediana con il braccio dopo l’entrata della mano in acqua. La posizione ottimale per l’entrata in acqua del braccio è che quest’ultimo sia in linea con la spalla e non incroci sopra la linea mediana.

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