“Seibello

Le modifiche al regolamento della pallanuoto

di Federico Gross

Sono stato un pallanuotista meno che mediocre, ma come chiunque abbia indossato una calottina con il paraorecchie sono morbosamente innamorato di questa disciplina, e seguo con apprensione l’evoluzione del regolamento decisa dalla FINA che porterà, ormai pare inevitabile, alla riduzione del numero di giocatori, della lunghezza del campo, del tempo di possesso e di espulsione (modifiche sperimentate ai recenti Mondiali under 18).

nuove regole sperimentali della fina

Modifiche che, per quel nulla che conta il mio parere, mi trovano totalmente contrario.
Ma non per attaccamento alla tradizione o per valutazioni tecniche o sciovinismo: perché sono completamente inutili. Mirano a un obiettivo, rendere la pallanuoto più spettacolare e quindi più mediatica, irraggiungibile.

Perché per i non addetti ai lavori la pallanuoto è semplicemente inguardabile: gente che nuota da una parte all’altra del campo, si agita, a un certo punto si sentono dei fischi, qualcuno esce imprecando e appena ti distrai un attimo –zac, pallone in porta. La prima volta che ho portato una ragazza a vedere una partita pensava vincesse chi bestemmiava più forte.

Le nuove regole: una pallanuoto spettacolare?

Quindi, riepilogando: la pallanuoto è uno sport per appassionati, e a volte neppure per quelli. La maggior parte dei match trasmessi in televisione sono letali, vuoi per la scarsa qualità delle riprese, vuoi per un campionato prevedibile come un album di Gigi D’Alessio. Onestamente: quanti di voi sarebbero disposti a pagare per aggiungere la pallanuoto al bouquet di Sky?

cambiamenti pallanuoto

Come dicevo, le modifiche proposte non mi sembrano in alcun modo risolutive. Accorciamento del campo? Gioco ancora più frenetico e indecifrabile. Riduzione dei tempi di possesso ed espulsione? Idem. Pallone più piccolo? Un regalo ai frombolieri dell’est, medaglie internazionali sempre più difficili da conquistare. E se la pallanuoto non ha sfondato pur essendo lo sport di squadra di gran lunga più vincente, figurarsi se i successi olimpici dovessero diradarsi.
La riduzione a sei giocatori poi è esiziale, perché ci priverebbe del nostro principale atout mediatico: l’appellativo storico. E se gran parte della visibilità è dovuta ai giochi di parole sul Settebello pensate come stiamo messi.

Uno sport per appassionati

In qualsiasi forum o blog di pallanuotisti non manca poi mai l’esperto in comunicazione che afferma sicuro che la pallanuoto non sfonda perché non è valorizzata. Immaginate una partita di pallanuoto ripresa in ultra HD, come il calcio o la motoGP. Davvero, immaginate. Amore, corri a sottoscrivere l’abbonamento a Sky, voglio mostrare ai bambini dei bruti che si prendono a ginocchiate nei testicoli in super slow motion.

Io penso che, come tutte le attività di nicchia, invece di cercare improbabili allargamenti di audience la pallanuoto dovrebbe rivolgersi in primis agli affezionati e agli addetti ai lavori. Tex Willer è da quasi settant’anni il più venduto fumetto italiano, grazie a una formula consolidata alla quale vengono apportate pochissime varianti con il contagocce.

pallanuoto spettacolareSe io fossi il Gran Mogol della pallanuoto cercherei piuttosto di recuperare l’iconografia classica della pallanuoto, cominciando con l’eliminare quei palloni color Big Babol e recuperando i “gialloni” o, meglio ancora, la tinta cuoio; imporrei a club e nazionali di studiare simboli e divise vintage; cercherei di mettere in risalto i valori e le storie della pallanuoto; sfrutterei le grandi rivalità, organizzando tornei a invito. In parole povere, copierei spudoratamente quello che ha fatto il rugby. Terzo tempo, triple crown, haka… Pensate all’epica che sono riusciti a costruire intorno a quello che è fondamentalmente un modo per tenere trenta energumeni lontani dal centro città.

Soluzioni alternative

Strategia alternativa: ispirarsi alla disciplina sportiva che sta incontrando i maggiori tassi di crescita in termini di audience e muovendo fatturati da capogiro: le MMA. Quindi, accantonare le ipocrisie e trasformare la pallanuoto in un genuino sport di mazzate: botte da orbi, sangue a fiumi, traumi irreversibili, bromance. Certo, poi farete un po’ fatica a convincere i genitori ad affidarvi i loro figli con la scusa dell’educazione attraverso lo sport.

l'allenamento fisico del pallanuotista