di Giorgia Collu, da rivista InAquanumero due, luglio-dicembre 2007

Il Pilates in acqua

Il fitness in acqua è in continua evoluzione, stimolato dalla costante domanda da parte di un pubblico sempre più informato, consapevole e desideroso di cambiamenti e novità. Negli ultimi anni si sono affacciati differenti e numerosi programmi rivolti al miglioramento della funzionalità corporea generale. Il raggiungimento di una corretta coscienza corporea è diventato una priorità, preferito alla sola muscolazione attraverso la pratica di allenamenti spesso estremi, faticosi e tutt’altro che tesi allo sviluppo di un corpo armonico e sano. Già da un decennio in USA si parla di Yoga, Tai Chi e Pilates in acqua, attività proposte inizialmente alle popolazioni speciali quali gli anziani o le gestanti, mentre ora sono state approfondite, codificate e proposte sotto forma di programmi d’allenamento alternativo fruibile da tutti coloro che amano e ricercano attività motorie non frenetiche, piacevoli ed efficaci allo stesso tempo. La costante che spesso accomuna le numerose varianti di questi programmi nuovi, alla moda e dai nomi più fantasiosi, è l’ispirazione degli stessi al più famoso e consolidato Metodo Pilates. La nascita di questo metodo è direttamente legata alla vita del suo creatore; Joseph Ubertus Pilates (Dusseldorf 1880), asmatico e di salute cagionevole, trascorse la sua giovinezza a ricercare il miglioramento del suo stato di forma fisica, attraverso la pratica della cultura fisica e di varie discipline sportive, tanto che riuscì a ottenere un fisico armonioso e ben costruito, diventando un modello per le tavole anatomiche, un atleta polivalente ed un istruttore di difesa personale per i corpi di polizia. La sua passione e totale devozione per l’attività fisica lo portarono ad approfondire gli studi sull’anatomia, la fisiologia e la fisica e all’osservazione meticolosa e attenta dell’organismo umano e di tutte le sue molteplici funzioni naturali. Durante la prima guerra mondiale, prigioniero in Inghilterra, creò alcuni attrezzi (ancora in uso) utilizzando letti d’ospedale, molle e tiranti per aiutare i soldati, inabili per le ferite o le menomazioni, a recuperare e ripristinare un’ efficiente I forma fisica. Nel dopoguerra si trasferì a New York ed aprì il primo studio-palestra dove incominciò a mettere in pratica il suo innovativo metodo d’allenamento, allora costituito da esercizi praticati a terra con l’ausilio di un materassino (Mat Work). Ben presto la sua metodologia fu utilizzata dai ballerini professionisti i quali, stressati dai duri allenamenti, trovavano benefici e miglioramenti nelle nuove ed innovative tecniche d’allungamento; questo permise a Pilates di diventare famoso nell’ambito artistico e sportivo di New York. Con gli anni il metodo si perfezionò e furono creati numerosi piccoli attrezzi d’ausilio; quando morì nel 1967 non lasciò alcun erede del suo programma, ma i suoi allievi/ballerini aprirono studi in varie parti del mondo, facendo così conoscere il metodo con i suoi principi, gli esercizi e i vari campi d’applicazione dello stesso.

Il metodo Pilates si basa su sei principi base:

  • Concentrazione,
  • Controllo,
  • Baricentro,
  • Fluidità,
  • Precisione,
  • Respirazione.

Concentrazione

“Il movimento è frutto del pensiero”, in ogni esercizio l’attenzione deve essere posta su tutto il corpo e non solo sul singolo movimento, affinché si possa essere consapevoli della propria postura durante l’esecuzione del gesto.

Controllo

La concentrazione sia a servizio totale del controllo del corpo, cioè estesa ai singoli distretti muscolari e non solo a quello direttamente interessato all’azione specifica; diversamente si tende ad utilizzare sempre gli stessi muscoli.

Baricentro – centro

È fondamentale rafforzare la parte centrale del corpo attraverso la cosciente attivazione dei muscoli del centro del corpo (viene chiamata “power house” la zona compresa tra le spalle e gli ischi) per creare una stabilità utile a sviluppare forza da trasferire alle appendici e a mantenere una corretta postura.

Fluidità

I movimenti devono essere armonici, fluidi e controllati allo stesso tempo; l’esercizio costante e un baricentro forte portano con il tempo a ottenere naturalezza.

Precisione

Deriva dal controllo del movimento riferendosi alla capacità di saper bilanciare il tono dei vari distretti muscolari rendendo i gesti coordinati ed economici.

Respirazione

La respirazione è alla base della corretta esecuzione degli esercizi; le due fasi di inspirazione ed espirazione devono essere fluide, complete, continue e coordinate al movimento.

L’insieme di questi principi e soprattutto l’applicazione degli stessi durante l’esercizio fisico, sono la base del suo metodo, chiamato da lui stesso “Contrology” per definire l’arte dello sviluppo controllato corpo – mente – spirito attraverso i movimenti guidati sotto lo stretto controllo della volontà.

Praticare in modo costante e corretto il metodo Pilates apporta fondamentali benefici al sistema muscolo-articolare: tonifica i muscoli senza creare un eccessivo trofismo, insegna ad utilizzare la respirazione in modo efficiente e funzionale al movimento, migliora la postura, la forza e la resistenza sia fisica che mentale, aiuta a riabilitare diverse patologie legate alle strutture muscolo – tendinee e articolari.

I principi del Pilates non sono applicabili solamente a questa tecnica specifica, ma possono essere estesi a tutte le discipline fisiche, dalla corsa, al tennis, alla danza, al nuoto, al calcio e naturalmente anche al fitness in acqua!

Per applicare il metodo Pilates nell’ambiente acquatico non è necessario che l’istruttore diventi un perfetto praticante e conoscitore della disciplina, ma è importante che si impadronisca di alcune tecniche base, praticandole e sperimentandole su di sé prima fuori e poi dentro l’acqua. Infatti, per insegnare ai nostri allievi a raggiungere un corretta consapevolezza del corpo in acqua, dobbiamo essere capaci di farlo in prima persona, trasmettendo le percezioni del corpo attraverso l’utilizzo di un linguaggio semplice, facilmente comprensibile e ricco di esempi visivi e tattili.

Pilates e acquafitness

Non è difficile rendersi conto di quante cose possiamo fare e dire in più durante le nostre lezioni riguardo al controllo del corpo durante l’esercizio fisico in acqua:

  • è nostra abitudine controllare e correggere le posture tra un’ esercizio e l’altro?
  • abbiamo mai spiegato ai nostri allievi come comprendere e percepire il corretto movimento del corpo in acqua?
  • proponiamo sequenze semplici, lineari, realmente praticabili in acqua o troppo costruite e diversificate?
  • Insegniamo la corretta esecuzione dei singoli esercizi o stiamo attenti a cambiarli sempre per paura di farli annoiare?

Nell’applicazione dei principi base del metodo all’ambiente acquatico è anche importante considerare che la maggior parte degli esercizi proposti da Pilates, si eseguono a terra con l’ausilio di un tappeto e sfruttano la percezione del peso del corpo e l’esiguo impatto della forza di gravità. Per trasferirli in un ambiente micro gravitario come quello acquatico, in cui proponiamo prevalentemente attività con il corpo in verticale, è necessario valutare sempre le principali caratteristiche dell’acqua quali la resistenza e il galleggiamento e il loro condizionamento sul corpo immerso sia in movimento che in situazioni statiche.

Sfruttare i principi del Pilates durante le lezioni di fitness in acqua, significa saperli adattare con creatività e metodo all’ambiente acquatico, ponendo tra gli obiettivi primari il rinforzo dei muscoli della parte centrale del corpo (addominali e regione posteriore), l’allungamento generale, il miglioramento della flessibilità e l’acquisizione di una corretta coscienza corporea.

Come proposta iniziale non è necessario costruire una lezione che rispecchi o imiti le lezioni di Pilates a secco, ma è sufficiente apportare alcune modifiche al modo in cui vengono proposti ed eseguiti i classici esercizi di fitness in acqua. Diventa fondamentale infatti, osservare con più attenzione il gruppo di allievi, dando più spazio alle percezioni corporee, utilizzando cues tattili, verbali e gestuali, spiegando le differenti posture attraverso l’utilizzo di metafore che aiutano a visualizzare ed eseguire ogni movimento in modo completo e corretto e proponendo sequenze semplici e lineari senza avere paura di ripetere gli esercizi.

In definitiva si tratta un nuovo approccio all’insegnamento attraverso il quale, con una più cosciente percezione del nostro corpo, possiamo guidare i nostri allievi a raggiungere un buono stato di forma fisica e, secondo Joseph Pilates,

”un ottimo stato fisico è il primo requisito per essere felici”;

per cui mi chiedo… Quale obiettivo nella nostra programmazione può essere più adeguato di questo?