Nuotatori: come ridurre la resistenza

tratto da Crescere nuotatori di Michael Brooks

I nuotatori poco efficienti si fermano e ripartono continuamente, creando resistenza e propulsione quasi in ugual misura. È come se Jeff Gordon (pilota automobilistico) cercasse di vincere una gara con i freni tirati. L’atleta dispone di forza e di potenza, ma l’allineamento scorretto del corpo in acqua non permette di tradurle in avanzamento: è questa la definizione di inefficacia natatoria.

L’obiettivo del nuotatore è quello di ridurre la resistenza frontale mantenendo il corpo disteso.

Valutate il corpo umano dal punto di vista dell’acqua: quanto più dolcemente l’acqua scorre intorno al corpo, tanto minore sarà il numero di brusche discontinuità. Idealmente, gli esseri umani dovrebbero essere conformati come delfini o leoni marini, i corpi affusolati presentano meno impedimenti che rallentano il flusso dell’acqua ma, ahimé, paghiamo il prezzo dei pollici opponibili. Le nostre braccia e gambe, sebbene problematiche dal punto di vista idrodinamico, costituiscono gli strumenti a nostra disposizione e noi dobbiamo adattarci alla nostra condizione umana. L’obiettivo diventa quello di disporre il corpo in una posizione che riduca la resistenza consentendo nel contempo alle braccia di tirare e alle gambe di calciare con potenza.

Nel tentativo di venire a capo di questa sfida, possiamo prendere in prestito i concetti di rollio, beccheggio e strambata dalla nautica.

I nuotatori sperimentano una strambata quando a stile libero e dorso hanno le gambe che oscillano orizzontalmente da un lato all’altro, questa è sempre un’evenienza negativa.

Il rollio è l’oscillazione del corpo intorno al proprio asse longitudinale a stile libero o dorso ed è utile fino a un certo punto, solo la quantità ottimale di rollio permette al nuotatore una presa più efficace e l’utilizzo dei muscoli del tronco per aumentare la trazione.

Il beccheggio è un oscillazione del corpo intorno al proprio asse trasversale, come nella farfalla e nella rana ed ha una sua utilità, però con dei limiti perché maggiore è il beccheggio, maggiore è la resistenza all’avanzamento, dovuta al corpo che agisce come uno spazzaneve.

Come regola generale quanto più il corpo è posizionato a spazzaneve, tanto più lento è il movimento, più invece somiglia a una matita affilata, più favorisce il movimento veloce. Inoltre i nuotatori che più oscillano in verticale o in orizzontale, si sposteranno più lentamente mentre, più dolce e lineare è la bracciata, maggiore sarà la velocità.

Abbinando un motore potente ad una matita sottile e affilata, con riferimenti all’atleta in acqua, otterrete un nuotatore veloce.