Adolescenza e preadolescenza

di Paola Contardi, da rivista InAquanumero due, luglio-dicembre 2007

Un età difficile… per tutti!

Il preadolescente si sente in balia di un mare in tempesta mentre i genitori (e gli educatori) vedono la loro pazienza messa duramente alla prova e spesso vivono con sensi di colpa il difficile rapporto con il proprio figlio.

L’età di riferimento per la preadolescenza è 10/14 anni per le femmine, 11/12 anni fino ai 15 per i maschi.

Lo sviluppo del preadolescente è strettamente legato ai cambiamenti organici. L’obiettivo non è quello di rassegnarsi e far fare loro quello che vogliono, ma costruire un sistema di regole che sia adeguato ai cambiamenti dei quali il giovane è protagonista. Per esempio sapere che i movimenti sgraziati non sono voluti ma sono la conseguenza di una momentanea immaturità del cervelletto, può evitare inutili rimproveri e prove di forza.

adolescenza e preadolescenza

Lo sviluppo organico del preadolescente (proceritas secunda)

Apparato osteoarticolare: si verifica un incremento staturale (allungamento degli arti) legato alle modifiche ormonali ed una forte crescita della muscolatura, in particolare degli arti inferiori, dovuta all’allungamento delle fibre muscolari.

Gli apparati cardio circolatorio e respiratorio aumentano la loro capacità funzionale (il che determina una maggiore economicità) modificando così anche i processi metabolici dei meccanismi energetici.

Il SNC (sistema nervoso centrale) completa la sua maturazione permettendo il perfezionamento della coordinazione dell’attività muscolare e lo sviluppo della capacità logico deduttiva (ragionamento astratto). Infatti il preadolescente è molto ragionante ma poco ragionevole! Sembra essere alla continua ricerca della polemica e del braccio di ferro con l’adulto.

Il SNV (sistema nervoso vegetativo) mostra una certa instabilità a causa dei grandi cambiamenti organici e funzionali ma tende a stabilizzarsi gradualmente. Ciò si traduce con un’alternanza di umori.

Ma il grande protagonista di tutti i cambiamenti della preadolescenza è il sistema endocrino che non a caso è considerato l’anello di congiunzione tra il corpo e la mente. È esso che scatena una vera e propria tempesta ormonale che ha una enorme influenza sulle trasformazioni biologiche e psicologiche: pensiamo solo alla trasformazione dell’apparato genitale che spesso si lega ad atteggiamenti di imbarazzo che condizionano la postura, l’abbigliamento, le scelte. Sono proprio gli ormoni a determinare la vagotonicità tipica di questa fascia di età e la tendenza fisiologica alla timidezza, insicurezza, rinforzata dai cambiamenti del corpo. L’irregolarità endocrina è perciò responsabile dello squilibrio emozionale tipico dei preadolescenti.

A causa di tutti questi cambiamenti lo schema corporeo del preadolescente è caratterizzato da un senso di inadeguatezza. La morfologia diventa disarmonica e sgraziata e perciò i movimenti sono imprecisi, goffi, apparentemente disattenti. La causa è legata anche alla tardiva maturazione del cervelletto, l’area cerebrale che governa postura e movimento, coordinazione. Si spezza l’equilibrio staturo-ponderale.

Lo sviluppo psicologico del preadolescente

La disarmonia corporea trova la sua specularità nelle caratteristiche psicologiche, aumenta la capacità introspettiva ed analitica. Il desiderio di accettazione ed approvazione aumenta la sensibilità a tutto ciò che rappresenta il rifiuto. L’immagine corporea e il senso di identità sono legate al sentire il proprio corpo estraneo. Il confronto con gli altri diventa un’importante fonte di rassicurazione: identificarsi con il gruppo dei coetanei e con gli adulti è un importante canale per arrivare a costruire un’identità propria.

Per un adolescente è difficile mettersi nei panni dell’adulto: non sembrano comprendere le ragioni che portano i genitori a porre divieti e regole. La causa sta nell’immaturità del lobo temporale superiore, la zona del cervello che presiede lo sviluppo dell’empatia. Molto attiva è invece l’amigdala, la struttura cerebrale associata alle reazioni emotive e viscerali. Un’altra caratteristica tipica di questa età è il prevalere di un comportamento imitativo sulla capacità di prendere decisioni autonome: la ragione è legata alla quasi inattività della corteccia prefrontale, la sede deputata all’attività di pianificare e stabilire priorità: è perciò che si sceglie di imitare modelli e coetanei.

Anche il sonno subisce delle modifiche. I ragazzi a quest’età tendono a secernere l’ormone legato al sonno, la melatonina, circa due ore più tardi rispetto a quando erano bambini: è per questo che la sera non vogliono andare più a dormire presto.

I benefici dello sport durante la preadolescenza

Lo sport va incontro alle esigenze del preadolescente di accettazione, confronto con i pari, appartenenza al gruppo, ricerca di una propria corporeità e identità:

  • Favorisce la costruzione di una corretta immagine corporea attraverso il movimento, il confronto con gli altri coetanei (spogliatoio: condivisione imbarazzi= apertura).
  • Permette l’adesione al gruppo dei pari e la condivisione di valori, norme, comportamenti, obiettivi.
  • Favorisce lo sviluppo del senso di responsabilità e dell’autostima grazie al rispetto delle regole che caratterizzano appunto lo sport come ad esempio i regolamenti tecnici e competitivi.
  • Promuove l’ampliamento del gruppo di riferimento degli adulti: non solo quelli dell’entourage familiare ma anche altri modelli favoriscono la costruzione dell’identità.

Fare sport in un ambiente che oltre a curare il fisico cura gli aspetti etici, culturali, morali è senz’altro una grande opportunità per un giovane in fase di crescita.

Un incoraggiamento ed un promemoria a voi genitori e educatori

I ragazzi hanno bisogno di regole, per essere guidati da parametri che non possono essere legati alla produzione di ormoni ma a valori più profondi e più stabili. È proprio questo che noi genitori e educatori dobbiamo offrire: stabilità in un momento della crescita che è fortemente squilibrato dalla chimica della crescita. Avere informazioni vuol dire essere motivati a seguire un parametro educativo che, ponendo limiti ad un mare di ormoni in tempesta, a volte può incontrare resistenza ma alla fine darà serenità, equilibrio, sicurezze.